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- Agosto.

- Agosto. - la ruggine non dorme mai
Sono le sette e Viola-Viola, suona per la sveglia.
        Domani è il giorno degli esami, ma, ci credi??,  ancora non sono sicura della mia tesina: - Devo pensarci bene, perché quest’anno voglio essere sicura di entrare tra i primi mille- pensava Bianca, anche con una certa agitazione.
         Entrare in classifica, per altro, era importantissimo, perché significava avere il diritto a realizzare il sogno di un bambino.
         Per questo, tutti i candidati, avevano avuto un anno di tempo: dovevano scegliere il sogno che ritenevano più bello, per presentarlo in sede d’esame.
         Bianca aveva scelto due sogni, di due bambini: per la precisione, un bambino e una piccola bimba.
         Il primo, Eugenio, di anni nove, figlio di un tranviere, sognava di diventare un medico importante, ma molto importante, perché, diceva, avrebbe lasciato il suo paesino vicino Dyle, per andare a curare i bambini dell’Africa:  - Caro Gesù Bambino,- si raccomandava tutte le sere,- fammi crescere in fretta, perché devo andare in tutti i paesetti dell’Africa, tutti quelli che potrò, perché tanti bimbi sono ammalati e io dovrò curarli!-
         Trovare un simile campione, non era stato facile, ma, per una caso, una sera, mi ero intrufolata nei pensieri del nonno di Eugenio, che ringraziava il Signore, per avergli dato un nipotino così speciale: a quel punto, raggiungere Eugenio stesso, era stato un tutt’uno.
         La seconda, è Etelvina, anni sei, molto carina, biodina, con qualche ricciolo, occhioni marroni, che vive nel distretto di Setùbal, con il fratello più grande.
         Una volta avevo sentito che Etelvina diceva al fratello Mario: -Sai, fra poco sarò grande e quando saprò guidare il motorino, voglio andare in giro, in tutto il Portogallo- e, tra sé e sé, proseguiva “ così, forse potrò ritrovarla, questo è il mio sogno segretissimo!”
         Questo, l’aveva incuriosita e tentava in ogni modo di capirne di più.
        -Etelvina, dai, dimmi, chi vuoi ritrovare, qual’è il tuo sogno segreto?- cercava di chiederle, intrufolandosi nei suoi sogni, di notte, ma niente da fare e solo in una occasione era riuscita a vedere con lei, solo due occhi e una catenina con un ciondolo a forma di una mano, con uno scomparto a scatto.
         A dodici ore dall’esame, in tutto ciò, non sapevo ancora chi scegliere.
Tic tac, ticchete e tacchete. E passa il tempo.
         Anzi vola … e Viola, suona per la sveglia: agosto, dieci ore 23,00: siamo tutti pronti.
        - Santo cielo, ma siamo tantissimi, chi verrà classificato?-
        - Via, via, ho deciso, scelgo Eugenio, sono sicura che con lui posso vincere!!-
         I Maestri delle Stelle, intanto, dispongono un gruppo laggiù, un altro, di qua uno di là e ancora qui, poi là, insomma miliardi di stelle quasi in parata, tutte sparse per gli universi degli universi.
         Si sa, io sono nel gruppo con destinazione la Terra, ma, -Perbaccolina, -penso, - siamo miliardi di miliardi, -bella presunzione, la mia, pensare di entrare in graduatoria!!!-
         Al “via” tutti ci lanciamo, ognuno verso la propria destinazione …
         - Scelgo Eugenio, no Etelvina, ma no, via, scelgo Eugenio, no, Etelvina, Eugenio … e sono già in volo e ho solo pochi secondi ancora, senza che riesca a decidermi!-
          All’improvviso … una voce: - Dai mammina, dove sei ?? … aspettami, ancora un po’ e sarò pronta per venirti a cercare e vedrai, ti saprò trovare, sono sicura e così saremo di nuovo insieme !!-
           - Etelvina, si Etelvina, si, è lei, scelgo lei !!-
         - Mio Nobile Maestro, Maestro delle Stelle Infinite, umilmente a voi presento la piccola Etelvina, !- recito, come la formula imponeva, tutto d’un fiato.
         A queste parole, avverto un bellissimo tepore e un rapido aumento di velocità: tutto il mio essere ora fluttua velocissimo fino a diventare incandescente.
        - Ma si, luce, faccio luce, guarda, illumino anche tutte le compagne di scuola, queste vicine e persino quelle un po’ più in là! che bello, santa cielo, sono classificata e sono stata scelta !!-
         E Bianca, la stellina cadente, prosegue il suo volo, a velocità supersonica.
         Etelvina, intanto, con il fratello, è sdraiata sulla sabbia, con gli occhi fissi al cielo: - Eccola, eccone una là, guarda là, la vedi, guarda, è proprio laggiù, quella è mia, mia, mia …-
        - Non ho fatto in tempo a vederla- risponde il fratello, -ma se tu l’hai proprio vista bene, puoi esprimere un desiderio e vedrai, sarai esaudita !!-
         Etelvina sorride e sorride ancora.
         - L’ ho già fatto, caro fratellino, l’ho già fatto - pensa tra sé Etelvina, ancora con il sorriso sulle labbra, mentre con due dita accarezza il ciondolo, che, ora lo sappiamo, custodisce una piccolissima foto della sua mamma …