storielle .... così
Egbert
Egbert
C’era una volta un signore, di nome Egbert, che viveva in un paesino della Scozia, meta’ strada tra le montagne e il mare e dalle finestre di casa, poteva vedere il castello del principe.
Aveva cercato di prender moglie, ma invano, perche’ non riusciva a trovare alcuna donna con cui accasarsi e ogni nuovo approccio, sembrava destinato sempre al fallimento, tanto che,…alla fine, aveva rinunciato all’impresa.
Un mattina di luglio, però, si sveglia trafelato, per il sogno della notte precedente: ricordava perfettamente un vascello, …vele spiegate, bandiera inglese, ….che trasportava un carico di botti, un prezioso distillato, …ventidue barili, che in sogno aveva contato ripetutamente.
Il comandante ….una donna, casacca blu e calmari d’oro.
Intuisce in questo, che doveva partire: certo,per…la Francia???...gli avevano detto, tutte le fanciulle e le donne da maritare, sono molto carine, esili e molto, ma molto perspicaci.
-Ma certo!...devo andare in Francia!!- e parte immediatamente.
Orbene, molto…bene, -eccomi qui-, pensò Egbert, otto settimane dopo, appena messo piede a Calais, -cercherò la mia sposa, dovessi girar la Francia intiera-…
Poco dopo, incontra una donzella dai capelli corvini, molto carina, occhi vivaci, esile,…che portava in grembo, due pezze di tessuto prese da un carretto…
-La prego, un piccolo aiuto- dice Egbert, rivolgendosi a lei in un francese quasi incomprensibile, -mi faccia da guida fino a Parigi,…la’, sara’ ospite per tutto il tempo che vorra’…e perche’ possa essere rassicurata,…le offro fin d’ora, una conchiglia d’oro, un bacio e un pranzo in quel ristorante: quale delle tre pensa di scegliere??-
-Gentile signore-- replica la fanciulla -niente da fare, non prevedo, per ora, alcun viaggio, tantomeno con lei…e se proprio scegliessi, opterei per il pranzo-
Ed Egbert, prontamente, le indica il ristorante a fianco, dove assolve ogni facezia economica e si assicura, che la signorina sia servita di tutto punto, con le vivande piu’ prelibate.
-Va bene così-, pensa Egbert -questa signorina,...desiderava solo…una tavola imbandita e non può essere la mia sposa,..solo per questo!!-
E solo, soletto….arriva infine, a Parigi ed incontra la bellissima…Charlotte (tale è il nome con cui si rivolgeva a lei, la sua amica)…. -Prego, mademoiselle, non conosco la lingua francese e non dispongo di carrozza al seguito,…..vorra’ essere cosi’ cortese da accompagnarmi a Notre Dame,…senza nulla di cui sospettare, con una borsa di denaro, al cocchiere ….all’arrivo?? .....e per farla certa del mio sicuro rispetto, nel contempo le lascerei scegliere, questa …conchiglia, un bacio o un pranzo, in qualunque ristorante lei vorra’….!!-
-Caro signore, lei è un avventato,…che non si fa scrupolo di importunare le ragazze, con lusinghe e profferte e poi, vede bene….sono occupata,….con la mia amica!!..Ma sia, le concedo una risposta,……io…..avrei scelto la conchiglia!-
E gira le spalle, sorridendo, un cenno,…con un fare cortese e civettuolo.
-Peccato-, pensava Egbert, -non saper come trattenere a me, il dolce romanticismo di questa donzella , ma che ella prosegua il suo cammino-.
Il povero Egbert, trascorsi ormai, ventuno giorni, pur avendo interpellato tantissime fanciulle, stava perdendo la speranza di trovar la sua sposa, quando decide di trattenersi sotto il pergolato di una locanda, per dissetarsi e sta per chiedere alla locandiera un bicchiere di…..,ma rimane senza parole preso da…. quegli …..occhi,…mentre lei, dal canto suo, lo guarda dolcemente, altrettanto presa e trasportata d’impeto,altrove,lontano.
-La prego-, può pronunciare infine…Egbert -scelga con me le vivande,..il miele, per il colore ambrato…dei suoi capelli, o quel paniere di frutta….i sui gesti armoniosi e tutto il mistero e curiosità nel suo sguardo, in quelle fragole la prego, predisponga la lista completa,….per un nostro desinare, oppure vorrebbe scegliere…questa…conchiglia ??.....no, la prego, non pensi di me, come sfrontato,……ma mi vorra’ concedere……il profumo di un bacio fugace,….scelga pure, dolce signora, ogni altra cosa, a lei pari, in queste terre…se mai ne esiste una, sì degna!-..dopo alcuni istanti….con gli sguardi…che non riuscivano a distogliersi,……
Il povero Egbert, trascorsi ormai, ventuno giorni, pur avendo interpellato tantissime fanciulle, stava perdendo la speranza di trovar la sua sposa, quando decide di trattenersi sotto il pergolato di una locanda, per dissetarsi e sta per chiedere alla locandiera un bicchiere di…..,ma rimane senza parole preso da…. quegli …..occhi,…mentre lei, dal canto suo, lo guarda dolcemente, altrettanto presa e trasportata d’impeto,altrove,lontano.
-La prego-, può pronunciare infine…Egbert -scelga con me le vivande,..il miele, per il colore ambrato…dei suoi capelli, o quel paniere di frutta….i sui gesti armoniosi e tutto il mistero e curiosità nel suo sguardo, in quelle fragole la prego, predisponga la lista completa,….per un nostro desinare, oppure vorrebbe scegliere…questa…conchiglia ??.....no, la prego, non pensi di me, come sfrontato,……ma mi vorra’ concedere……il profumo di un bacio fugace,….scelga pure, dolce signora, ogni altra cosa, a lei pari, in queste terre…se mai ne esiste una, sì degna!-..dopo alcuni istanti….con gli sguardi…che non riuscivano a distogliersi,……
-Mio nobile signore- pronuncia…infine la dama…-quello che presenta, è affascinante e vorrei scegliere, per me e per voi, ciascuna di queste cose, una, due o anche tutte, sapendo di fare sempre la scelta giusta,….ma di contro, sono pronta a rinunciarvi all’istante, a ciascuna e a tutte, se questo solo bastasse, a trattenervi qui,…ancora un momento, a me,…vicino-
Un improvviso frusciar d’ali, confuso con le grida di bambini che si rincorrono, sollevando nel cortile nuvole di polvere,…quasi, nascondono l’abbraccio dei due promessi,..e in un sussurro…
-Questo, e’ solo il mio tempo, finalmente per te, insieme,…..il tempo di un sorriso, di un abbraccio…e ne faccio dono a te, se li vorrai…….sono ben poca cosa, lo so, ma ti prego, di coglierli e….scegliere di essere la mia sposa,………come scelgo di essere, per te, il tuo sposo, mattina dopo mattina, quando ogni raggio di sole e ogni mio respiro, si confondera’ con il tuo,…per gioire al solo socchiudersi dei tuoi occhi….. per tutti il giorni e tutti i giorni, che….ci concedrà la sorte>.
…fu solo l’inizio...e vissero, felici e contenti...
Il pozzo del tempo
C’era un tempo in cui i bambini giocavano a più non posso a palla e nascondarella.
Solo uno, Miro….con gli occhietti furbi e luccicanti, stava in disparte e seguiva ogni corsa e movimento degli altri bambini.
Nel correre a nascondersi, Lua si lancia nel pozzo, a i piedi giunti dentro al secchio dell’acqua e risale la corda; senza esitare un solo istante….Miro…l’ acchiappa ...e con un salto, pluff, si ritrova in acqua: sotto, in fondo, era abbastanza buio, ma si distingueva una rientranza, una nicchia, dove tutta ”ra n nicchia ta”, completamente zuppa d’acqua, con i capelli, intrecciati ed appiccicati in fronte e sulle guance, stava Lua.
-Ciao, caspita che tuffo..ma sei proprio un campione!!-…..
-Ciao, caspita che tuffo..ma sei proprio un campione!!-…..
-A nascondino mi trovano sempre e questa volta ho deciso, per un nascondiglio speciale….- risponde Lua -anzi spero che non ci trovino, così sarò io a vincere questa volta!…ma, che strano all’improvviso, non mi interessa più vincere>
- Guarda, laggiù mi sembra di vedere un chiarore andiamo a vedere?- e Miro prende la mano di Lu.
- Guarda, laggiù mi sembra di vedere un chiarore andiamo a vedere?- e Miro prende la mano di Lu.
- Che strano, che bel caldo….la tua mano! sembra di stringere una patatina calda, di quelle che mia nonna mi faceva sotto la brace,…con il burro sopra….-
Dopo un po’…sempre più chiaro,…arrivano all’uscita e appena fuori, socchiudono gli occhi, per abituarsi a tanto sole.
- Lua, ti sei accorta che siamo più alti….e guarda, i vestiti si sono accorciati…. qui davanti tu fra poco ti saltano tutti i bottoni e esplodi!-
- Ma questa è…magia, ci hanno voluto… regalare tutto insieme,….il tempo!!!-
- Andiamo là, vedi, il mare, andiamo a fare un ba bagno-dice incespicando le parole e con la voce incerta per l’emozione.
- Sembra un sogno che ho già avuto, mi sento confusa…e sento che non riesco a parlare- dice Lua tutto d’un fiato, - e dire che non ti avevo mai visto, non hai mai giocato con noi ed ora vorrei giocare sempre con te, mi sento bene, sono contenta e mi….fido di te; vorrei che fosse così per sempre!-…
Improvvisamente, il cielo si oscura, sempre più grigio, nerissimo…. inizia a piovere, lampi, tuoni, pioggia battente…. e un vento che spazza e trascina fiori e terra.
-Ripariamoci- dice Lua, che, più veloce, corre avanti e si ripara sotto un costone di roccia e Miro…..Miro, ahimè,…… la perde di vista, quando una nuvola di sabbia, fili d’erba e fiorellini, più grossa delle altre,….. gli oscura ogni visuale,…..sibilando con suoni crescenti , che rimbombano nelle orecchie accrescendo il disorientamento……in pochi istanti i due…..come si sono trovati…e si perdono……nella ricerca dell’una e dell’altro,…ma si allontanano sempre di più…in direzioni opposte e i breve sono perduti… per sempre…….
Miro allora, chiude gli occhi, con Lua nella mente e uno strazio che spezza il cuore e Lua chiude i suoi, ancora con il tocco….della mano di Miro nella sua……e si ritrovano, l’uno…nella piazzetta, di fronte ai bimbi che giocano a nascondino…..e Lua …tra le ruote di un carretto…….pieno di arance e limoni…vicino al pozzo, una ragazza ed un ragazzo più grandi,….che appoggiati al parapetto guardano giù in fondo,……i capelli appena bagnati,…...parlano tra loro,…
-Sai- dice la ragazza -questo pozzo mi ricorda la storia di due ragazzi,……che mi ha raccontato spessso, mia nonna-…e da un morso ad una patata che teneva in mano………
I due ragazzi, si volevano un mondo di bene, ma si sono persi in una bufera…e lui ancora la sta cercando, in terre lontane, alla fine del mondo….nel mare, tra le stelle>…..
- Non so come si chiama, ma se ti capita di incontrarlo….lo riconosci subito, perché sorride, vive tra le nuvole,…. parla tra sé e sé…potrebbe avvicinarsi a te e ti potrebbe chiedere se hai visto l’amore….e subito aggiungerebbe ….”lo so, l’ho perduto e se perdi un amore perdi tutto, ma quando hai perso tutto, prova a sorridere, pensando che lo puoi trattenere con te, nel cuore”…...-Chissà che vuol dire??? come sorridere??!!! non è chiaro, forse sorride perchè il suo amore perduto, tuttora è con lui…e noi non siamo capaci di vederlo!!!...
- T’ho visto, t’ho visto- si sente gridare, -sei dietro quel carro…vieni fuori!!-...e il gioco riprende mentre …i passanti si affrettano verso casa,……
…il tocco batte le ore e gli uccellini ritornano ai nidi…
H. C. Andersen: Il soldatino
-Mamma, guarda che bei soldatini!!-
Il bambino aveva aperto la scatola: venti soldatini di piombo, con le uniformi rosse, i pantaloni blu e berretti neri, con un fregio dorato…
Il bambino, con il volto estasiato, li prese uno ad uno, rigirandoli tra le mani e li mette in fila sul tavolo.
-Ma guarda, questo, ha una gamba sola!!-pensò e subito, il ragazzino lo prese in simpatia….
Sulla tavola c’era anche un castello di cartone, con alberi tutt’intorno e due cigni bianchi, che navigavano maestosamente in un lago di carta argentata.
La cosa più affascinante, però, era una graziosa ragazza, una ballerina, con i capelli biondi, raccolti in trecce, gli occhi limpidi come l'acqua del lago, un dolce sorriso ….le braccia alzate sopra la testa, in un passo di danza, sulla punta di un piede.
L'altra gamba, quasi non si vedeva, perché era nascosta dalla gonna e il soldato, non riusciva a distogliere lo sguardo dalla bellissima ballerina …..
Egli credeva che avesse una sola gamba, come lui…e decide di farsi avanti…e si nasconde dietro ad un cofanetto, per aspettare la sera e nel riporre i soldatini, il bambino si dimenticò di lui.
Egli credeva che avesse una sola gamba, come lui…e decide di farsi avanti…e si nasconde dietro ad un cofanetto, per aspettare la sera e nel riporre i soldatini, il bambino si dimenticò di lui.
Era finalmente sera e tutti dormivano, con eccezione dei giocattoli.
Nella penombra, il via ad una folle scorribanda: i palloni giocarono ai quattro cantoni, gli animali di peluche fecero alcune piroette e i soldatini di piombo sfilarono al suono del tamburo di un clown tutto colorato.
In mezzo a tutta questa agitazione, solo la ballerina e il soldatino rimanevano fermi e tranquilli e lui, da dietro il cofanetto, continuava a fissarla, senza riuscire però, a trovare il coraggio per presentarsi,..era molto timido…: ecco che appare un losco figuro, uno gnomo brutto e nero, innamorato follemente della ragazza, che lancia la sua sfida al soldatino che continuava….a guardare la sua bella ballerina….
Il mattino successivo, il bambino lo cerca e....ritrova il suo soldatino preferito: lo appoggia sul davanzale della finestra,…ma un sfortunato soffio di vento lo fa precipitare di sotto..e...cade dietro una carrozza, scomparendo alla vista, tanto che il bambino non lo trova..e piangendo rientra in casa.
Sono due ragazzini, che lo raccolgono e lo mettono dentro una barchetta di carta, in un rivolo d’acqua…
Sono due ragazzini, che lo raccolgono e lo mettono dentro una barchetta di carta, in un rivolo d’acqua…
Ben presto, il fragile scafo è in preda alla corrente turbolenta e finisce in gorgo buio…..in un tombino, completamente scuro…..
Il soldatino è convinto che il responsabile delle sue disavventure sia lo gnomo, pensa che sia giunta la sua ultima ora: passa momenti interminabili nell'oscurità, bagnato dagli spruzzi dell'acqua agitata.
Nessun dubbio, stava navigando nelle fogne, ma alla fine, vede la luce del sole in lontananza.
La luce si fa sempre più forte e diventa un grande apertura …sulla campagna...
La luce si fa sempre più forte e diventa un grande apertura …sulla campagna...
-Uff! Sono salvo!! - pensa il soldatino con un sospiro..
Ma i suoi dispiaceri…certo non son finiti: un'enorme topo di fogna dall'aria feroce, blocca l'uscita.
Per fortuna, in quel punto la corrente è tanto forte che trascina la barchetta lontana dalle zampe del topastro,…ma il soldatino non ha il tempo di rallegrarsi,... che la corrente trascina la fragile barchetta, di nuovo, in mezzo a....violente ondate …fino ad una cascata!!!!
Presa dalle correnti, la barca non resiste e si capovolge. Il soldatino di piombo va a fondo, sempre più giù…
A quel punto, un pesce enorme, che girovagava da quelle parti, pensando che sia una preda lo afferra e lo se lo mangia tutt’intero…..
Ma, quasi subito, il pesce cade nella rete di un pescatore...del mercato….e il caso vuole che sia la cuoca al servizio dei genitori del bambino, a comprare proprio questo pesce.
Lo apre, per pulirlo,…e la cuoca resta di sasso…-ma che ci fa un soldatino qui??- lo pulisce bene bene e lo mette sul tavolo in bella mostra……vicino al castello di cartone…
-Ohh!!..finalmente!!- sospira il soldatino, che può guardare di nuovo la piccola ballerina…e le sorride……e lei, a sua volta, gli ricambia il sorriso, così dolce,…che lascia trasparire tutto il suo amore…
Ma lo gnomo, non aveva ancora rinunciato alla
sua vendetta.
Malgrado tutti i suoi sortilegi, infatti, i due giovani si erano ritrovati e si amavano.
Allora, per portare a termine il piano, lo gnomo…suggerisce al bambino di sbarazzarsi di quel brutto soldatino,-che ci fai di un soldatino senza una gamba!!- e il bimbo, distrattamente, dimenticandosi del suo eroe preferito, lo lancia lontano e finisce nel caminetto.
Il soldatino si scioglie rapidamente, per il calore, ma la testa è ancora intatta e con gli occhi tristi, bagnati di lacrime di piombo, continua a fissare la balleria.
A’improvviso, si apre la porta e una corrente d'aria invade la stanza, scaraventando il castello di cartone e la ballerina....sulla brace ardente.
Nello stesso istante, tutto prende fuoco e brucia…in un attimo....
Il giorno seguente, facendo le pulizie di casa, la padrona di casa, raccoglie tutta la cenere, mescolando, a dispetto dello gnomo diavoletto, il soldatino di piombo e la ballerina, che finalmente….potranno stare insieme… per l'eternità……
Il giorno seguente, facendo le pulizie di casa, la padrona di casa, raccoglie tutta la cenere, mescolando, a dispetto dello gnomo diavoletto, il soldatino di piombo e la ballerina, che finalmente….potranno stare insieme… per l'eternità……
H. C. Andersen: la piccola…..
Era la sera dell'ultimo dell'anno, faceva proprio freddo e stava per nevicare.
Una bambina camminava per la strada, a piedi nudi, perchè aveva perduto le ciabatte, troppo grandi per lei, perdute quando un carro che passava a forte velocità, l'aveva costretta ad attraversare la strada di corsa.
Camminava scalza, e i suoi piedini erano viola per il freddo; in tasca, nel vecchio grembiule, aveva tantissimi fiammiferi e ne teneva alcuni in mano, per venderli, ai passanti.
Ma non era riuscita a venderne neppure uno e, quindi, niente denaro e tanta fame: i fiocchi di neve si posavano sui suoi lunghi capelli dorati, che si arricciavano, mentre le finestre brillavano luce, sulla strada: nell’aria un delizioso profumino di arrosto, perchè tutti preparavano i festeggiamenti…e proprio a questo,…lei pensava.
Ma non poteva ritornare a casa, perché temeva che il padre l'avrebbe punita, perché non aveva venduto alcun fiammifero e allora, triste ed avvilita, si siede su un muretto, sotto una sporgenza, di una casa.
Le manine erano quasi congelate per il freddo…
-Forse un fiammifero potrebbe darmi un po’ di caldo!- pensò la piccola e ne accese uno sfregandolo contro il muro. Si riscaldò un pochino le dita…ed accese un altro fiammifero.
-Ora mi riscalderò, per bene-, pensò….e si ritrovò seduta davanti a una grande stufa con i pomelli d'ottone, che mandava proprio tantissimo caldo; ma il fiammifero si spegne e…con lui scompare anche la stufa.
Senza esitare accende un altro fiammifero e questa volta si ritrova in una stanza,…con la tavola imbandita per la festa…e la piccola sta per afferrare un pezzettino di arrosto, che il fiammifero si spegne e la stanza e le vivande scompaiono.
Via, un altro fiammifero, ancora e si trova ai piedi di un grande, bellissimo albero di Natale, addobbato con mille figurine variopinte e tante candeline accese
-Ciao belle candeline- pensò pensò la piccolina…e, per incanto, queste iniziarono a salire in alto, verso il cielo…per diventare tante stelline.
Una di queste, fa due volteggi, per ridiscendere verso il suolo…<in questo momento muore una persona e ritorna dal Signore>, ricordo’ la piccola, memore degli insegnamenti della nonna, che le aveva voluto tanto bene……
Nel pensare questo, accende ancora un fiammifero e subito nel chiarore, la bambina vede proprio la nonna….
-Nonna,..prendimi con te, prima che il fiammifero si spenga e tutto scompaia come la stufa, la tavola e l’albero di Natale!!-…e la piccola accese, quindi, tutti i fiammiferi che aveva……..
La nonna solo allora,…allargò le braccia e la bambina vi si rifugiò, con il cuoricino stracolmo di felicità ed insieme…salirono in alto, sempre di più, verso le stelline,…fino a diventare un solo puntino lontanissimo per poi scomparire del tutto,pian piano la luce si affievolisce…e tutti i fiammiferi si spengono……
La strada ora è vuota, .... nessun passante .... e la neve ricopre definitivamente le impronte dei piedini della piccola bambina fiammiferaia.
Bollino
Ciao, ti scrivo….era una mattina….abbastanza calda in spiaggia, al solito e non c’è nessuno..
Passeggio lentamente e mi piace raccogliere conigliette e piccoli legnetti, al solito.
Intravedo, in lontananza, una piccola sagoma più scura: un sasso, carino, molto sagomato, strano, non pesa molto.
Tolgo via la sabbia….e storfino.
Hey, sembra prendere vita, si muove, cambiare forma,…ora è addirittura più leggero…prende colore, vuoi vedere che ho trovato un sassso speciale? un sassso di…Aladino?
Diventa una nuvola di vapore e si ricompone,eccolo il mio sasso, il mio mago esclusivo!!
-Il mio nome è Bollino- esordisce “la cosa”, -sono miliardi di anni che ero prigioniero di questi granelli di sabbia-
-Maaa…non cominciare raccontarmi la solita storiella della lampada di Aladino!- replico…
-Aladino, classe tre, realizzava desideri, anche concreti, ma terreni, primordiali, se vuoi banali e forse per uso esclusivo ed egoistico!-
Mi colpisce la bella proprietà di linguaggio e sorrido "dentro" pensando alle “banane” e al famoso bollino blu….quasi quasi, gli chiedo di che colore è il suo bollino…!!! Invece…
-E allora tu non sei così potente da esaudire desideri?- chiedo.
-Già,…io sono di categoria prima e non esaudisco sciocchi desideri, ma qualità!-
-Cosa vuoi dire?...sei capace di farmi diventare buono, gentile? affettuoso? premuroso??...magari anche empatico??-
-Non scherzare, come al solito-dice Bollino, quasi mi conoscesse!!-ma scegli una “qualità”, bada una sola, di più non mi è permesso,…quando hai deciso,…..alzati in piedi, guarda il sole e grida con tutta la voce che hai..la tua scelta……nello stesso istante questa, sarà elargita….a tutto il mondo!-
-Bello!!, ma è vero?? E..ti voglio fare una domanda: perché è toccata a me questa incombenza??...non avevi altri cui rivolgerti?.....Io non saprei bene cosa scegliere, …direi che servirebbero parecchie “cosette” da ridistribuite a tutti…e sarebbe una pacchia, ritrovarsi intorno persone …buone gentili, affettuose, comprensive, …tolleranti!!…-
-Tu stesso, da solo, avrai la risposta- replica Bollino -nel momento che avrai scelto, capirai anche, la mia scelta!!-
Ecco adesso diventa ermetico e propina indovinelli,…penso,..o vuole lusingarmi e farmi credere di essere l’unico, quello speciale……detto fra noi,…è vero!!....sarò “mag_nifico”, ma anche unico e speciale, davvero mi sembra un po’ troppo!!…
Ma va bene, fammi risolvere ‘st’enigma, sarà meglio che mi metta a pensare, per decidere….facile, -ho capito!-
Mi alzo, mi giro al sole, prendo fiato…e mi accingo al grido…e via…
-i n t e l l i g e n z a …a …a…a…a!!!…….-
(il primo beneficiario sono stato proprio io…ecco perché ha scelto me, ne avevo bisogno…più di tutti!!)
La collina
Ciao, come stai?....ti volevo dire che proprio oggi sono stato sulla collina delle rose …rose …selvatiche, quelle a cinque veli...si appoggiano sul vecchio muretto ……e rami e cespugli, qua e là, nella radura……
La prima volta…aprile: da quel giorno, ho cominciato a riconoscerle….,per me, un fiore speciale …e ogni volta rivedo, gli occhi…..socchiusi….per la luce intensa …..con un fugace…tuffo al cuore…mi guardava, quasi chiedendosi …...e quando le sfioro una mano, un lieve sobbalzo ….quasi chiedendosi………fiori speciali, con lievi, diverse sfumature di colore, per il sole che si appoggia mollemente con un profumo acerbo, ma rimane rosa perché “forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe il suo profumo?”e poi, memorie di scuola le desinenze...rosa, rosae, rosam, mi pare e rosarum, che superava tutti in potenza !!!!
Suvvia,…..di queste stiamo parlando……o della dolce…..??
E’ lei che riaccende sempre i pensieri e forse momenti di qualità ....migliore o ……è proprio la rosa, chiara o violacea, quasi….ebbra di vino….che ispira ricordi speciali, se solo ne sfiori una corolla……..?
Si confondono i colori con il tepore delle labbra e il semplice tratto ….con il sapore di cose buone e il setoso contatto come di mano nella mano
La collina delle rose…fa così…..
Domenica mattina
Domenica mattina, suona la sveglia, Serenella, salta giu’ dal letto, bagno, viso e denti….e in fretta prende tutte le sue monetine e va al mercatino sotto casa, con Maria, la sorella piu’ grande.
Passeggiano tra le bancarelle, frugando tra mucchi di vestitini, perline colorate e ciabattine di tutti i tipi….
Poco piu’ in la’ , Serenella…..vede una signora, con i capelli bianchi, che espone solo…..due scatolette di legno, una turchese e una blu, su un piccolo tavolinetto….....
-Quale ti piace di più- chiede la signora……
-Quella turchese, si, e’ proprio carina, la voglio portare alla mamma per il suo compleanno- replica Serenella, un pochino titubante ed impacciata,……ma inizia a svuotare le tasche dei jeans,…una, due, tre quattro…ed ogni volta, posa sul tavolinetto alcune monetine, - bastano?..e’ tutto quello che ho !!-
-Certo, piccola- e le da la scatoletta, dopo averla incartata con un foglio di carta a fiori gialli e rosa- prendi - e le rende due monetine, -questo e’ il tuo resto ! –
Serenella, Corre da Maria e trafelata, ma piena di gioia, racconta il suo primo acquisto.
La sorella, sapeva benissimo quanti pochi centesimi avesse la sorellina….e vorrebbe spiegare e sicuramente ringraziare…la vecchina,….ma di lei, non c’e’ traccia e neppure del tavolinetto, …solo il portone di una casa e…un cartoncino di vendita, ingiallito dal tempo e sotto, un bigliettino, scritto a matita, con queste parole…
“Quando dai tutto, ricevi sempre piu’ di quello che dai”
La storia
Era una notte buia e tempestosa....e improvvisamente, ho visto intorno a me il vuoto; seppure nei dubbi, ho deciso di ricominciare, ancora e di nuovo, ma lo spazio dentro e fuori ormai era….tantissimo.
Pian piano, ho fatto l’appello…e squadroni di cellule e neuroni (si fa per dire), bandiere in testa, hanno ripreso a girare: ricostruito ponti, strade città e interi quartieri. Il comando centrale impartiva ordini alle Muse della Fantasia, mentre i genius e slow-hand venivano spediti di gran lena, nelle periferiche, sulle falangine e falangette… E arriva il gran giorno!!!
Dai controlli, tutto positivo!!...count-down…perché tutto era a posto e finalmente funzionavo almeno al 94%!(ricarica, però, ogni sei giorni!!
Combustibile, idrogeno, cointreau e fragoline di bosco!Inizia il viaggio, duro ardito e faticoso,ma mi concedo tantissime pause tra l’una e l’altra mi diverto a fare delle cosette, lavoretti senza particolari pretese.
Rispunta, che termine abusato!!..la voglia di raccontare e quindi, scrivo, riempio cioè, fogli da penna, poi…dipingo, riempiendo quelli da…colori.
E mi ritrovo in spiaggia: tra i sassi lisci e tondeggianti, intravedo forme di animaletti,(beh! …con una una buona dose di fantasia!)......li porto a casa, ne disegno i tratti e li dipingo!
Alla sera, al tramare (è il “mio” tramonto.. sul mare!!...e in più, quassù…poi, c’è il tamonto…) …raccolgo legnetti abbandonati dalle onde, morbidosi e lisci al tatto: con questi faccio medaglie? monili? semplici oggettini, soprammobili, cosette, appunto, da poco e niente……che quasi ti viene voglia di nascondere….. in una scatoletta……
Giove
Ciao,ti scrivo perché finalmente mi sono deciso!
Parto per un week-end: vado…..su Giove, o si dice a Giove? Beh, vado là, tutto compreso,
solo 4 euro! poco vero? Partenza domenica 5 agosto, cosi’ non incrocio camion.
Parto per un week-end: vado…..su Giove, o si dice a Giove? Beh, vado là, tutto compreso,
solo 4 euro! poco vero? Partenza domenica 5 agosto, cosi’ non incrocio camion.
Vado in macchina, la mia super panda 1000!!..farò tutta autostrada, mi costa un po’, ma conviene, si fa prima!
Mi hanno assicurato che ci sono un sacco di cose da vedere, una montagna da 27.000 metri, nubi di gas a righe nere, cicloni e vortici, pietre che formano anelli, vulcani di ghiaccio e sasssi di ogni tipo.
Che dire poi delle stelle, miliardi, che, comunque lontanissime,
Da lì si vedranno un po’ meglio....chissà se incrocio qualche cometa!!!
Ho fatto un po’ di calcoli: fino a Giove, sono 630.000.000 milioni di chilometri.
Alla mia media ( diciamo 120/km/h), ci metto solo 5.900 anni, circa,…beh, piu’ le soste per rifornimenti e qualche spuntino! Uhmm, rifornimenti??
Bel problema!!??
A proposito di spuntini, pare che su alcuni satelliti di Giove facciano dei tramezzini...veramente galattici, ce n’è uno dove li fanno molto caldi… e su un altro sono di ghiaccio!!: per le bibite non so cosa troverò, aranciata?…mi daranno le cannucce o dovrò imparare ad acchiappare le palline di liquido, come fanno gli astronauti veri ??
Per sicurezza mi porto un tortino speciale…tutto terrestre e dell'acqua!! ….
Invece dei soliti libri, quasi quasi porto con me un amico o un’ amica …così, da un pianeta all’altro o fino alla prossima stella dopo il sole, cercheremo la maniera di passare il tempo, chiacchierando!!
Ho già previsto tutto, comunque, mi porto anche giornalini di sudoko, parole crociate e tutti i Diabolik e Topolino che trovo ……!!!
Ho già previsto tutto, comunque, mi porto anche giornalini di sudoko, parole crociate e tutti i Diabolik e Topolino che trovo ……!!!
Sono furbo, vero? Per il ritorno, credo, faremo prima,……. è tutto in discesa!!
Ok, ora devo proprio andare a preparare un borsone; mi devo portare roba pesante, perchè su Giove pare che sia parecchio freddo (anche fino a 150/180 gradi sotto zero!...)..Ma, invece verso il Sole, Mercurio e Venere, non sia mai che vado anche di là,...pare che faccia molto, ma molto caldo…
Cosa dite, mi serviranno anche un casco, maschera, tuta e guanti? E il telefonino???
Già, la macchina fotografica? ........
Adesso ci penso!
Va bene, ora scappo; ti mando un saluto, ciao Paolo
(nota. - letterina consegnata ad alcuni bimbi presenti all'ultima festa dell'Astronomia a Perinaldo, l'anno scorso….)
(nota. - letterina consegnata ad alcuni bimbi presenti all'ultima festa dell'Astronomia a Perinaldo, l'anno scorso….)
Il grillo
Ciao, ora ti racconto.
Era pomeriggio, un pomeriggio caldo, caldissimo e tutti si affannavano alla ricerca di un angoletto fresco, correndo continuamente da una parte all’altra…come a disegnareuna fitta trama di segni e curve…che si perdevano e si intrecciavano.
Eppure in tanta frenesia movimento, alberi, cespugli, fiori, rami e foglie rimanevano immobili, lasciando che il calore scivolasse loro addosso.
I miei occhi seguivano ogni scatto e qualsiasi pur impercettibile guizzo: suoni e rumori, tutto classificato e registrato.
Improvvisamente mi rendo conto della mia apparenza: un completo verdino, con tante sfumature chiare e scure, marroni, nere e ancora verdino ……
Che caldo, è proprio molto caldo, pensavo
Cosa vuol dire??….inizio a riflettere….all' improvviso…..
Adesso penso e rifletto??... penso??......basta, adesso vado sotto quell’albero, a rinfrescarmi la testa!!
-Guarda,...vedo anche le cose...ho i ricordi!!- ...e zic zic zic zic…
Ma, insomma, anche una memoria?...fr, fr, frrr, fr, frr, ….caspita, non riesco a stare fermo!!
Ancora, con la testa stracolma di pensieri e ricordi, continuava a scuotersi e…stromp, stromp, fr, fr, frrrrrrr, stromp, zic, zic, stromp, stromp,…tutto un tremolio e suoni melodiosi,…..tanti ricordi,…..la piccola.....rossa, arancione, rosa, fucsia.
All’improvviso… un’ombra….. -Chi sei, chi è che mi prende, mettimi giù??-





